Cibo al centro

VISIONE

A Chieri vogliamo facilitare la transizione verso un’agricoltura con maggiore marginalità, minore impatto ambientale e maggiore lavoro, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Chieri vuole diventare il luogo privilegiato di incontro tra la campagna e la grande città.

Il chierese deve diventare un punto di riferimento del cibo di qualità vero, che riutilizzi varietà vegetali autoctone, privilegi le produzioni bio e la filiera corta, faciliti l’incontro tra domanda ed offerta e favorisca l’attività del settore di trasformazione agroalimentare.

In Italia lo spreco alimentare vale oltre 15 miliardi di euro (poco meno dell’1% del PIL) di cui oltre 3 miliardi di euro solo nella filiera di produzione e distribuzione. A fronte di ciò, in Italia oltre 5 milioni di persone (dati 2018) vivono sotto la soglia di povertà assoluta e non possono esercitare un diritto riconosciuto anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il Diritto al Cibo e la lotta allo spreco alimentare sono un dovere morale sul quale investire.

Chieri deve approfittare di quanto emerso dalla ricerca IRES (all’interno del PIT) che identifica il chierese come “un laboratorio spontaneo di innovazione rurale” e progettare, assieme ai comuni del chierese, alle organizzazioni professionali degli agricoltori e a tutti i soggetti coinvolgibili, un nuovo modello di sviluppo (cfr. Presentazione Fiera di S. Martino 2017).

Chieri deve superare la pur importante fase della sensibilizzazione (convegni, fiere, ricerche sul campo, conferimento della cittadinanza onoraria) per passare all’azione.

AZIONI

Istituire un tavolo di lavoro permanente per tutto il chierese con imprenditori agricoli, artigiani degli alimenti, istituzioni scolastiche e agenzie di formazione al lavoro, da cui scaturiscano anche idee per corsi di formazione e scuole specializzate.

Collaborare con le organizzazioni professionali degli agricoltori al fine di favorire un’economia agroalimentare locale, di alta qualità e a basso impatto ambientale, capace di creare lavoro e maggior redditività, raccogliendo le esigenze dei produttori agricoli e degli artigiani del cibo.

Attrezzare  un luogo stabile di vendita diretta al chiuso, in una zona facilmente  accessibile a produttori e clienti, aperto in giorni ed orari maggiormente confacenti ad entrambi.

Redigere un progetto di sensibilizzazione ed educazione sul cibo sano e locale, in particolare nelle scuole del nostro territorio, a partire dalla scuola primaria fino agli istituti superiori.

Organizzare eventi a tema sul diritto al cibo e sul cibo di qualità, in collaborazione con partner come Terra Madre e Salone del Gusto.

Chieri deve approfittare concretamente delle opportunità offerte dalla nuova legge regionale n. 1/2019 che riordina le norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale, in particolare per quel che riguarda la valorizzazione degli agricoltori, come veri e propri gestori del territorio e tutori del paesaggio agrario, e favorire le aziende agricole che aderiscono alle opportunità offerte dal PSR 2014-2020

Chieri deve applicare seriamente ed investire risorse nel sistema del cibo, in coerenza con l’adesione al Milan Urban Policy Pact.

Chieri deve dar seguito alle indicazioni emerse dalla ricerca effettuata dall’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana in materia di contrasto allo spreco alimentare, supportando concretamente le associazioni locali che distribuiscono alle fasce deboli dei cittadini le eccedenze alimentari, garantendo il diritto al cibo per tutti.

L’Amministrazione deve sostenere con idonei mezzi la realizzazione di un emporio solidale.

Chieri deve, all’interno del Patto di Identità del territorio chierese-carmagnolese-alto astigiano, contribuire ad indirizzare i Comuni dell’area omogenea 11 verso la qualità piuttosto che verso la quantità delle produzioni agricole.

Chieri deve promuovere, tra gli esercenti dei prodotti alimentari freschi, pratiche di networking (es. Last Minute Sotto Casa, nata due anni fa a Milano).