Valorizzazione delle risorse economiche locali

VISIONE

L’Amministrazione cittadina deve farsi promotrice di una nuova economia, che metta l’uomo al centro e dove la competizione non sia un valore fondante e assoluto.

Chieri, storico capoluogo di un territorio che va dalla collina torinese all’astigiano, deve riscoprire la vocazione di capofila e aprirsi ai territori circostanti. Dare un senso e uno scopo alla definizione di “chierese” inteso come un’area vasta di piccole realtà collegate intimamente tra di loro che possono trarre mutuo vantaggio da una sinergia territoriale nei vari ambiti dell’economia.

Nel contempo la città deve promuovere e valorizzare, con modalità al passo con i tempi, le tipicità e le eccellenze enogastronomiche locali, fra cui i grissini rubatà, la focaccia chierese, il vino Freisa e le birre artigianali di alta qualità.

AZIONI

Individuare due ambiti di eccellenza locale da elevare a “marchi chieresi” come Cibo di Qualità e Tessile Innovativo sui quali concentrare la promozione e gli investimenti.

L’Amministrazione intende sponsorizzare le imprese e le loro organizzazioni, istituire tavoli di lavoro con tutti gli attori coinvolgibili che portino alla definizione di disciplinari tecnici e a riconoscimenti di specificità territoriale come DOC, IGP e simili. Sponsorizzare la nascita di consorzi tra produttori che, facendo rete, contribuiscano a diffondere i prodotti di eccellenza del territorio sostenendo i progetti in fase di startup tramite coaching e risorse finanziarie, e valorizzare i progetti esistenti che si muovono in questa direzione (es.“Pistaaa!”).

Si intende promuovere la nascita di un ente fiera pubblico/privato per la promozione dei due marchi e delle produzioni enogastronomiche locali già affermate.

È necessario, affinché la misura sia efficace, ricreare una profonda identità culturale chierese favorendo la riscoperta di valori e attività del passato quali ad esempio le tele locali, la tintura con il Gualdo e l’origine del jeans. Investiremo sulla filiera della canapa (anche per la bioedilizia), riscoprendo e ripristinando gli usi storici e sostenendo i nuovi usi collaborando con gli attori già presenti sul territorio. Questo risveglio culturale andrà accompagnato dal sostegno alla Fondazione Museo del Tessile e agli industriali locali, per rendere il Museo del Tessile un polo attrattivo di riferimento turistico e didattico.