Welfare cittadino

VISIONE

L’approccio assistenzialistico di supporto al cittadino dall’alto (lo Stato), tipico della metà del secolo scorso, dagli anni ottanta ha iniziato a perdere efficacia per diverse ragioni, tra cui l’invecchiamento della popolazione e, in generale, un impoverimento delle finanze della Pubblica Amministrazione.
In questa situazione, la politica sociale deve indirizzarsi verso il principio di Sussidiarietà ovvero la valorizzazione della “cittadinanza attiva”: l’associazionismo, il volontariato e tutte le organizzazioni senza fine di lucro che operano per la collettività. Occorre quindi dare valore alle relazioni e alla solidarietà, sostenendo una rete sociale forte tramite il raccordo degli istituti che si occupano della salute (ASL e Consorzio Socio Assistenziale) e l’associazionismo presente sul territorio.
I principi ispiratori delle politiche sociali del Comune devono essere quelli dell’equità, dell’uguaglianza, della continuità, della centralità della persona, dell’efficienza, dell’efficacia e della trasparenza.

AZIONI

PERSONE DIVERSAMENTE ABILI, SOGGETTI DEBOLI E ANZIANI

L’obiettivo è migliorare la qualità della vita di tutte le persone diversamente abili, favorirne una vita indipendente e la piena partecipazione alla società.
Nonostante il lavoro fatto in questi anni, ancora troppe sono le barriere architettoniche presenti nel nostro territorio: dai marciapiedi, troppo stretti o troppo alti e privi di rampe, al trasporto pubblico spesso inaccessibile.
Valorizzeremo la neonata Consulta delle disabilità che dovrà svolgere l’importante compito di portare la sensibilità delle persone disabili all’interno dell’azione della amministrazione.

Utile ed importante sarà l’elaborazione di una mappatura della disabilità nel nostro territorio: occorre sapere con precisione la dislocazione della popolazione disabile per una più attenta gestione ed intervento sia dal punto di vista della sicurezza che per una più puntuale progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.

Ritenendo fondamentale il concetto di “comunità”, intendiamo rispondere alle necessità dell’anziano, del diversamente abile e di altre categorie deboli e svantaggiate, mediante:

  1. una reale e concreta collaborazione giornaliera con le varie associazioni di volontariato presenti nel territorio comunale;
  2. l’identificazione di un “esperto” che faccia da riferimento e coordinamento tra le associazioni, ottimizzando le attività socio assistenziali attraverso la partecipazione dei vari soggetti interessati;
  3. il coordinamento delle attività e l’accelerazione del finanziamento dei progetti socio assistenziali ad elevato impatto sulla cittadinanza;
  4. la revisione e l’ottimizzazione dei servizi di logistica giornalieri per i cittadini che ne necessitano: dal servizio spesa al trasporto per esami specialistici;
  5. l’implementazione dell’infermiere di quartiere, per essere più vicini a chi realmente ne ha più bisogno;
  6. la creazione e lo sviluppo di corsi per sensibilizzare la cittadinanza sulle pratiche salva-vita, come ad esempio manovre antisoffocamento e di primo intervento;
  7. l’istituzione di uno Sportello per le persone con disabilità che sia di supporto a 360° alle famiglie in tutte quelle pratiche legali, previdenziali, sanitarie e di informazione legislativa, che diventano spesso muri insormontabili per chi vive in una situazione di disagio sociale ed economico, acuito o amplificato dalla disabilità;
  8. la sperimentazione di nuove modalità di supporto quali, ad esempio, “DisApp”, progetto di ricerca per l’analisi e l’utilizzo degli stalli per disabili, che faciliti il lavoro della Polizia Locale e tuteli i diritti delle persone con disabilità, nella libera fruizione dei parcheggi riservati.